La storia...
... di questo falcon XP, attualmente unico in Italia, è particolarmente travagliata: acquistato nel 1984 da Giancarlo Crispini (Pilota e Meteorologo) e Vito Notaristefano ( comandante di linea) viene accantonato dopo la scomparsa di Vito in un incidente stradale, e successivamente è semidistrutto da un incendio, in pratica si salva solo la fusoliera. L'apparecchio è in realta un Foxcat italiano, costruito dall'allora importatore di American Aerolight, ed è motorizzato con l'Arrow bicilindrico ( le differenze principali con l'apparecchio americano erano l'ala ed il canard in composito). Passa qualche anno ed un gruppo di amici decide di rimetterlo a posto, sostituendo il motore con il Rotax 503 ( montato in origine sull'XP americano), ed andando alla ricerca di un paio di ali e di un canard in buone condizioni. Si trova il tutto in Belgio, presso la Daxiwing che, per un periodo, ha costruito i Falcon su licenza, e ne esce fuori un apparecchio ibrido con ali e canard in alluminio, e timoni dell'ultima serie, posti superiormente con deriva fissa e parte mobile di ridotte dimensioni. L'intelaggio è realizzato sempre con Tedlar Dupont, ma in una nuova versione opaca, resistente ai raggi UV: uno dei problemi che infatti fermò in anticipo la carriera del falcon fu proprio l'intelaggio. Lo splendido tedlar trasparente consentiva infatti una struttura alare "a vista" ed era fissato con uno speciale nastro biadesivo, che era stato testato oltre ogni limite. Ma proprio la trasparenza del tedlar consentiva ai raggi UV di intaccare l'adesivo, e si ebbero dopo un paio di anni di vita operativa, dei cedimenti strutturali del rivestimento di estradosso che portavano incidenti mortali. Dopo l'acquisto delle nuove ali fu collaudato e, nel 1995, ma avrebbe meritato un restauro totale anche nei particolari estetici, oltre che in alcuni impianti, e invece... viene ancora una volta abbandonato sotto un capannon. E proprio Giancarlo Crispini lo trova ad olte dieci anni di distanza, lo acquista e comincia un'opera di ricostruzione che parte pratricamente da zero, date le condizioni pessime del tutto. Si smonta dunque ogni pezzo e si verifica ogni singolo bullone, e il motore viene rifatto, cosi come il castello di aggancio, il ruotino anteriore retrattile è sostituito con uno fisso, ma la maggiore modifica sta nella realizzazione di un doppio tettuccio: anteriormente rigido e ribaltabile in avanti (prima salire a bordo era un'impresa da contorsionisti), e apribile ad ala di gabbiano posteriormente. Dopo un paio di anni il falcon continua a volare ma senza una fine dei lavori (mancavano le rifiniture) dunque agli inizi del 2011 Bonacci Pietro e Marchesan Stefano divennero soci di Giancarlo Crispini con la voglia di far rinascere il Falcon.L'apparecchio e stato nuovamente smontato (in parte) e sono stati rifatti tutti gli interni rivestiti con una mouquette nera, rifatto il cockpit in alluminio anodizzato blu, tutto l'impianto elettrico e tanti altri piccoli particolari. Ma la modifica più grande e stata la ricostruzione della cabina, anteriormente non più in avanti ma lateralmente e quella posteriore sempre ad ala di gabbiano, ma con del lexan fumè ( per fattore estetico ma sopratutto per la luce solare che non abbaglia).